Il Comitato ‘un altro Appennino è possibile’, per stabilire un confronto costruttivo e proficuo con le Amministrazioni afferenti alla montagna bolognese, aveva redatto una sorta di questionario/ decalogo, con quesiti ambientali, da sottoporre ai diversi Sindaci.
Successivamente, presso la biblioteca di Vergato, nella tarda primavera del 2025, si è tenuto un incontro con oltre quindici Sindaci e/o Amministratori dei Comuni appenninici, con particolare riferimento all’Unione Appennino Bolognese e all’Unione Reno Lavino Samoggia. In tale importante occasione i Sindaci sono intervenuti portando le loro risposte e i loro intendimenti relativi alle domande presenti nel nostro questionario.
Ci era sembrata una riunione importante e positiva, e proprio a seguito di quell’incontro, a partire dal tardo autunno del 2025, si è deciso di cominciare il confronto approfondendo tre tematiche presenti nel questionario: la viabilità e mobilità nella valle del Reno; il problema della presenza dei mezzi motorizzati lungo i cammini e la rete della REER (rete escursionistica della Regione Emilia Romagna) e i problemi legati al dissesto idrogeologico e alla gestione delle risorse idriche e dell’acqua nella valle del Reno.
Continuando il rapporto di collaborazione, che ci sembrava consolidato, l’Unione Appennino Bolognese, nella persona della sua Presidente e Sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi e del Direttore dell’Unione Dott. Pieter Messinò, aveva proposto al nostro comitato di sottoscrivere un protocollo di intesa finalizzato alla presentazione di un progetto ai sensi del bando regionale sui percorsi partecipativi, istituendo tavoli di lavoro per discutere i tre importanti temi sopra citati.
Improvvisamente, in una recentissima Giunta dell’Unione, nella quale doveva essere ufficializzato tale confronto e collaborazione, tutto si è fermato, e gran parte dei Sindaci dell’Unione hanno deciso di soprassedere e non dare seguito al protocollo di intesa e alla relativa partecipazione con il nostro comitato al bando regionale.
Questa scelta ci amareggia e ci delude molto. La possibile collaborazione che stava nascendo era una delle prime forme di vero confronto con la società civile, era un esempio virtuoso di progetti partecipativi reali non calati dall’alto, con scelte già definite nelle segrete stanze del potere.
Nonostante la grande delusione, il Comitato un altro Appennino è possibile ha deciso comunque di istituire i sopra citati tavoli di lavoro, anche in considerazione del fatto che, sul tema della viabilità, si sentono sempre più spesso Amministratori della montagna bolognese valutare positivamente la realizzazione della bretella stradale dalla valle del Reno alla valle del Setta, con una lunghissima galleria sotto il monte Vigese.
Tale scelta ci appare deleteria, con spese enormi, con un danno ambientale ingente, il tutto per risparmiare una manciata di minuti per collegarsi alla rete autostradale. Se attuato, questo progetto affosserebbe di fatto tutte le riflessioni legate alla valorizzazione della ferrovia porrettana, e la possibilità di realizzare, con il trasporto su rotaia, una vera ed efficiente metropolitana di superficie.
Anche per gli altri due temi urge una riflessione:
- Al momento la legge regionale relativa alla presenza di mezzi motorizzati lungo i sentieri sembra equiparare i motociclisti agli escursionisti
- Ed infine, per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, è sufficiente transitare lungo la strada porrettana e vedere decine di frane in movimento , con i relativi danni e difficoltà per i residenti.
Insieme possiamo andare avanti. Un caro saluto a tutte e tutti.
Per chi fosse interessato, chiediamo la cortesia di compilare questo semplice modulo per raccogliere le vostre disponibilità per i gruppi di lavoro:
https://forms.gle/BZygKmarSJ7dnBo58
Sulla base delle disponibilità scriveremo poi a tutti, per la composizione dei gruppi e per concordare i primi incontri.
