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La FISH boccia il nuovo impianto al Corno

Tra i vari argomenti e pseudo-argomenti sventolati dai sostenitori della nuova seggiovia Polla – Scaffaiolo, il più odioso di tutti ci è sempre sembrato quello che tira in ballo la disabilità. Odioso perché un’intera categoria di persone viene strumentalizzata per giustificare il progetto senza che nessuno si prenda la briga di chiedere il loro parere. La seggiovia quadriposto, a detta dei suoi paladini, renderà accessibili le bellezze del Corno anche a chi non le può raggiungere a piedi. «Il Resto del Carlino» non fa che ripeterlo, come un mantra, ad ogni nuovo articolo in proposito. Ma che ne pensa chi si trova in quella condizione? A qualcuno è venuto in mente di domandarlo?

Beh, a noi sì. E nelle scorse settimane abbiamo ricevuto per conoscenza una prima risposta. Si tratta della lettera che la Federazione Italiana Superamento Handicap dell’Emilia-Romagna ha inviato al presidente della Regione, alla vicepresidente, all’assessore al turismo e a quella per la montagna e le aree interne.

Ci teniamo a ricordare che la FISH Onlus è appunto una federazione, ovvero un’organizzazione-ombrello che riunisce le principali associazioni di persone con disabilità. La lettera, che qui vi proponiamo, è firmata dalla presidente regionale Giuliana Gaspari.

«In riferimento a quanto scritto negli articoli dedicati all’intervento di costruzione del nuovo impianto di risalita, nel tratto Polla-Lago Scaffaiolo, la FISH Emilia Romagna, Federazione Italiana delle associazioni per il Superamento Handicap, comunica di non ritenere necessario tale intervento, anzi ribadisce quanto espresso nello slogan “nulla su di noi senza di noi”, perché non vengano strumentalizzate le esigenze di accessibilità delle persone disabili per giustificare un intervento che avrebbe un fortissimo impatto ambientale a fronte di un vantaggio praticamente inesistente.

Gli investimenti che la Regione ha stabilito potrebbero essere dedicati ad opere di miglioramento della fruibilità del territorio, migliorando l’accessibilità di luoghi e servizi per consentire, anche ai turisti con ridotte capacità motorie, di beneficiare del nostro Appennino e per sostenere le piccole imprese dedicate all’accoglienza turistica, in linea con i nuovi orientamenti di sviluppo turistico diffuso. Confidando sulla sensibilità e capacità di cogliere le priorità di tutti i cittadini della nostra Regione, porgo cordiali saluti.»

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